Nuova Filiale "InPegno" Credito Siciliano Firenze

Apertura nuova Filiale "InPegno" a Firenze

​Il progetto, realizzato interamente a cura di Creval Sistemi e Servizi,  ha permesso la valorizzazione per complessivi 450 mq di una parte del significativo impianto tipologico dell'edificio storico, garantendo al contempo l'allestimento di spazi funzionali e accoglienti per la clientela e l'operatività della filiale.

L'ampio salone sportelli, caratterizzato da una ricca spazialità e dall'uso dei colori identitari della banca "In Pegno", permette il facile accesso ai servizi commerciali e ai locali più  riservati dedicati alla consulenza e alle aste pubbliche.

 

 Filiale InPegno Firenze

​Come spesso avviene nelle filiali del Gruppo Credito Valtellinese l'arte integra e completa l'allestimento architettonico, contribuendo alla valorizzazione generale dell'ambiente.

In particolare la nuova grande abside interna del salone, volutamente posta sotto il grande storico lucernario, ospita l'installazione di due diverse opere:

la Sphère musicale (un baule tondo sospeso in resina con base musicale in alluminio del 2004), dello scultore greco Takis, ispirato alle sfere celesti che ruotano nel firmamento e un grande affresco digitale,  trasposizione murale dell'opera originale Ponte Vecchio (un piccolo olio su tela del 2016 dal doppio approccio grafico e lirico insieme che, partendo dall'immagine del Ponte Vecchio di Firenze, propone un ragionamento sullo sdoppiamento e lo specchiamento), del pittore valtellinese Luca Conca.

La Filiale, specializzata nell'attività di credito su pegno, si aggiunge agli sportelli già operanti in Sicilia - a Palermo, Catania, Messina, Siracusa e Trapani - perseguendo il processo di espansione nazionale fuori dall'isola iniziato nel 2009 con l'apertura di Roma, proseguito nel 2012 a Torino cui è seguita nel 2014 l'apertura della Filiale a Milano.

 Cupola

​Il particolare edificio in cui ha trovato sede la nuova Filiale InPegno in riva all'Arno, è noto ai fiorentini come "La Rotonda" ed è composto da due ambienti a base circolare, entrambi con cupola e lucernario, raccordati in un unico impianto tipologico a forma biabsidata. L'immobile fu eretto tra il 1844 e il 1848 con il sostegno finanziario di varie personalità, tra cui lo scultore Lorenzo Bartolini e il banchiere Pietro Grilli,  come "pubblico Panorama"  per essere destinato a una forma di intrattenimento popolare dell'epoca (superata poi dall'avvento della fotografia), avente come obiettivo quello dell'esibizione, al suo interno, di grandi panorami dipinti di città italiane a 360°.

Nel 1863 l'edificio venne acquistato da Angelo Barbetti che trasformò l'immobile in un grande laboratorio per la produzione di mobili ed ebanisteria, motivo questo che completò la denominazione storica dell'edificio in "La Rotonda di Barbetti".

 

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